La Storia

Il periodo
Greco Romano

Le Terme di Cavascura affondano le loro radici in un epoca in cui la Storia faceva tutt’uno con la Religione e la Natura. Infatti, già dal periodo della colonizzazione greca era vivissimo il culto per le fonti salutari, giacché gli Antichi attribuivano a queste acque un valore divino perché simbolo di vitalità e vigore inspiegabili. Anche negli scritti di Pindaro, Omero, Strabone e Plinio si possono trovare dei riferimenti a queste sorgenti; essi scrivevano che tutte le sorgenti appartenenti ai Comuni di Barano e Serrara Fontana erano assiduamente frequentate da antiche popolazioni. Anticamente questa fonte veniva chiamata “Aratro”, forse perché aveva la virtù di raddrizzare e sollevare le persone con problemi di reumatismi, sciatiche e fratture. Infatti, per millenni gli uomini sono andati alle sorgenti termali per riattivare i meccanismi delle loro articolazioni ma anche della loro respirazione, ed infine per recuperare attraverso l’acqua termale, gli sbiaditi valori estetici. Il termine Cavascura deriva, infatti, da due parole greche “causos” e “coure” che stanno proprio a significare il “calore estremo” dell’acqua di queste sorgenti. Stradone esaltava a suo tempo le virtù curative delle acque di Cavascura, attribuendo a queste ultime la proprietà di curare anche i dolori biliari. Nel periodo Romano, la sorgente di Cavascura conobbe un grandissimo splendore. Are, cappelle e piccoli templi furono eretti in prossimità di questa sorgente a testimonianza di un culto religioso molto spiccato presso queste popolazioni. Lo stesso Cicerone ricordando il suo soggiorno nell’isola di Ischia parla della spiaggia dei maroniti “dove sotto la sabbia e in fondo al mare brucia il cuore di un vulcano e nella valle di Cava Scura scorre un’acqua bollente”. In un documento del Trecento, conservato attualmente presso la Biblioteca Angelica di Roma, il medico personale di Carlo D’Angiò, Giovanni da Casamicciola scriveva che la fonte di Cavascura era “fonte di salute e giovinezza e utile in tutti i dolori delle membra e valevoli per la digestione”.

Il periodo
Aragonese

In questo periodo i suddetti Bagni venivano frequentati dalla nobiltà angioina presente sul castello di Ischia Ponte. Il barone Marino Cossa, il governatore Cesare Sterlich e finanche il re Roberto D’Angiò si servirono delle miracolose acque. Con l’arrivo degli Aragonesi, i Bagni di Cavascura vennero valorizzati e raccomandati per i pazienti che avevano subito le fatiche di guerra. Re Alfonso I di Aragona volle sperimentare personalmente l’efficacia delle sorgenti e fece realizzare delle vasche in muratura e migliorò il piccolo sentiero che collegava la sorgente al mare. Grazie agli studi del medico Giovanni Elisio (1519) pubblicati in “Succinta instauratio de Balneis”, la fama delle nostre acque richiamò una moltitudine di infermi da ogni angolo del nostro Regno di Napoli. La famiglia d’Avalos diede maggiore impulso alle terme suscitando l’interesse della nobiltà napoletana. Arrivarono così Donna Maria d’Aragona, Giulia Gonzaga e altre nobildonne attirate dalle decantate virtù ginecologiche delle acque. Un approfondito studio venne fatto nel 1588 dal grande medico calabrese Giulio Iasolino nella sua opera “De rimedi naturali…”. Egli scriveva: “ pretiosissima acqua utile a sanare la tosse e qualunque reuma del petto, rinforza le ossa rotte, emenda felicissimamente la sterilità, giova insomma a tutto il corpo…”

Gli ultimi
due secoli

Nel Settecento vi fu un rinnovato interesse per le Terme dopo un secolo di dimenticanza. Il merito fu di Gian Andrea D’Aloisio che analizzò le acque al microscopio e confermò le molteplici virtù curative. Nel 1769 a causa di grosse frane i Bagni di Cavascura erano rimasti sepolti per un lungo periodo sotto un grande ammasso di fango e detriti. Ma grazie al generale napoleonico Giorgio Corafà, viceré di Palermo, che soggiornava al Testaccio per lunghi periodi dell’anno, dopo mesi di lavoro, il materiale tufaceo fu rimosso e l’acqua termale ad elevate temperature sgorgò nuovamente dalla roccia, ripristinando così il normale funzionamento della sorgente. La fama di queste acque raggiunse nel secolo scorso i luoghi più lontani. Da ogni parte d’Europa gli ammalati si portavano a Cavascura per sperimentare le virtù curative delle sue acque e dei suoi fanghi applicati sui corpi doloranti. La curiosità spinse Ferdinando II ad interessarsi di questa sorgente facendo analizzare le acque presso il “Reale Gabinetto Chimico di Napoli”. Una seconda frana verso la metà dell’Ottocento fece sospendere per molti anni le cure. La lontananza dai centri abitati, il disagio del percorso contribuirono a relegare nell’abbandono un patrimonio ideologico di eccezionale valore terapeutico. Fu per merito del medico di Serrara Fontana, Lorenzo Fiore, se verso il 1850 Cavascura venne nuovamente riattivata. Nel 1933 la sorgente e i terreni circostanti vennero donati all’Arciconfraternita di Serrara Fontana con l’intestazione “Opera Pia Beneficenza Fiore” che a sua volta la concedeva in affitto a Vincenzo Migliaccio. Dopo una gestione quarantennale il complesso venne chiuso per alcuni anni. Passarono circa 10 anni nei quali, questo meraviglioso parco archeologico romano, venne lasciato completamente abbandonato e degradato. Nel 1988 venne ristrutturato e riaperto dai fratelli Di Iorio, che fecero di tutto per mantenerlo allo stato naturale senza apportarvi alcuna modifica o aggiunta. Attualmente è aperto al pubblico da aprile ad ottobre.

Le proprietà delle nostre acque termali

COMPOSIZIONE CLINICA

Le prime analisi sull’acqua di Cavascura vennero effettuate da Ferdinando II presso il “Reale Gabinetto Chimico” di Napoli, che riportò: radon in diverse proporzioni, bicarbonato di potassio, di calcio e di magnesio, bicarbonato ferroso, solfato di sodio, fosfato di sodio, cloruro di sodio, di calcio e di magnesio, silice.

Le analisi effettuate sulle acque di Cavascura hanno stabilito che esse sono particolarmente curative nelle affezioni reumatiche croniche (artrite, artrosi, postumi di reumatismi articolari, forme periartritiche, forme gottose e iper-uricemiche), affezioni croniche dei bronchi, dell’orecchio, del naso e della gola (bronchiti croniche, otiti, riniti e laringiti croniche ecc.) postumi di fratture, di interventi ortopedici.Risultati eccellenti si riscontrano anche nei trattamenti eudermici (cute del volto), nelle vasculopatie periferiche di tipo venoso e arterioso, in alcune forme di dermatiti eczematose. Grandi risultati vennero ottenuti anche in passato nelle malattie dell’apparato femminile. I pregi di quest’acqua in molteplici postumi infiammatori infettivi dell’apparato genitale hanno ridato salute senza il soccorso ginecologico. Con l’uso reiterato di quest’acqua molte donne sterili o diventate tali per infezioni o infiammazioni degli organi genitali, sono ritornate feconde. L’effetto terapeutico delle cure nelle Terme di Cavascura (bagni, inalazioni, applicazioni di fango termale, saune e irrigazioni vaginali), ha una durata molto lunga (6-8 mesi). Durante questo lungo periodo di benessere o di miglioramento generale, il paziente, affetto da dolori reumatici, si renderà conto che potrà alleggerire l’uso abituale di farmaci antireumatici, evitando così il rischio di effetti secondari nocivi a livello gastroduodenale ed epatico.

Jone Sodio1,996
Jone Calcio0,0307
Jone Magnesio0,022
Jone Cloro2,140
Jone Fluoro0,0105
Jone Solforico0,622
Jone Silice0,155
Jone Potassio0,036
Jone Magnesio0,022
Jone Stronzio0,0005
Jone Bromo0,0061
Jone Idrocarbon.0,946
Jone Idrofosf.0,002
Jone LitioTracce

L’acqua è da classificare tra le radioattive-ipertermali (83°),
B. Salso-Bromo-Iodiche-Bicarbonato-Alcalina. Attività degli Ioni idrogeno (ph)= 7,58